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La Romania, come la Bulgaria, è un paese a basso costo della manodopera (0,8–0,9 euro/h), di ottima specializzazione tessile, ricca di filiere locali, distretti operativi e centri di formazione (come l’Università Asachi di Iasi). Forte nella tessitura, tintoria, finissaggio, confezione, stamperia e ricamo, il settore tessile romeno offre, agli investitori stranieri, diverse business opportunities e la possibilità di appoggiarsi a terzisti locali, in fase sperimentale o continuativa.
Per quanto concerne la produzione, macchine da taglio computerizzate d’ultima generazione, magazzini di materie prime e del prodotto finito automatizzato, compongono una realtà tecnologicamente avanzata, cui si aggiunge un servizio vendita e post-vendita efficiente e puntuale.
In Romania, il 90% della produzione è destinata all’export. Circa l’80–85% è rappresentata dal lohn, mentre il 5-7% è una sorta di semi-lohn. Molte fabbriche che operavano in lohn iniziano però a chiudere: ogni mese ne scompaiono decine sulle 9800 esistenti del comparto tessile, dell’abbigliamento e delle calzature, settore che impegna il 25% della manodopera dell’industria.
Diversi manager hanno però cambiato la politica delle compagnie, scegliendo di non lavorare più in lohn, non più redditizio, ma assumendo designer, equipe di vendita, specialisti in marketing, iniziando così a creare brand propri.
Da anni Finance & Consulting Group segue in Romania i maggiori player:
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del mercato degli accessori e delle calzature,
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del settore della corsetteria,
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del comparto dei filati e dei tessuti.
Le soluzioni Fin.Co per le aziende sono integrate in una logica di project management, miglioramenti di processi e tecnologia su controllo, operation & customer care, logistica e outsourcing. Ciò vale soprattutto per i brand italiani della moda, assistiti nella fase di accesso al mercato romeno e in quella di lancio dei brand a mezzo di eventi di specialità.
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